COWORKING 2.0 LE NUOVE FRONTIERE DEL LAVORO DIPENDENTE
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO PER LE AZIENDE PRIVATE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
ANALISI DEL CONTESTO E OBIETTIVI
L'idea di un convegno sull'utilizzo di spazi di Coworking per i lavoratori dipendenti di aziende private e per il pubblico impiego, nasce dall'esperienza Bassilichi SpA sul territorio di Pisa.
Ciò che ha permesso l'avvio di tale nuova modalità lavorativa è stata una vera e propria resilienza da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, in occasione di una ristrutturazione aziendale che dovendo tagliare i costi avrebbe chiuso di fatto un'intera filiale. Questo impegno da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, coniugato alla disponibilità a sperimentare soluzioni innovative da parte aziendale ed alla volontà, da parte sindacale, di trovare soluzioni condivise e di compartecipazione, ha permesso di progettare e realizzare un modo di lavorare nuovo e innovativo.
I centri di Coworking erano e sono tutt'oggi utilizzati proficuamente per lavoratori e lavoratrici autonome con indubbi vantaggi di varia natura, quali, ad esempio, scambio di competenze, costruzione di reti, ecc.
L'intuizione nel sito pisano è stata trasportare tutti i vantaggi lavorativi e professionali del coworking nell’ambito del lavoro dipendente, mettendo a disposizione dell’azienda datrice di lavoro questo valore aggiunto e, contestualmente, salvaguardando l’occupazione sul territorio, il work-life balance (problema particolarmente sentito dalle lavoratrici) e limitando lo stress da lavoro correlato per i dipendenti, tanto da aumentare la produttività pro-capite.
L'esperienza produttiva collettiva, testata e proficuamente generata in oltre un anno di sperimentazione, rappresenta un esempio di ciò che potrebbe essere utile per il mondo del lavoro e quindi per il Paese: una tra le tante nuove linee di sviluppo che si potrebbero determinare applicando tale soluzione sia all'ambito delle aziende private, sia ai lavoratori del pubblico impiego.
Tanto per fare alcuni piccoli esempi:
- aziende private che oggi delocalizzano attività all'estero sfruttando tecnologie che permettono il trasferimento dei dati in modo veloce, ma in luoghi fisicamente lontani, possono realizzare le loro attività in ambiti nazionali risparmiando sui costi di struttura e su tutti quei costi improduttivi dati dalle vecchie organizzazioni, troppo gerarchiche e ridondanti, che oggi non hanno più ragione di esistere.
- aziende (private o pubbliche) che necessitano di personale qualificato che risiede distante dalle proprie sedi principali
- aziende “smart” oppure che vogliono svilupparsi senza immobilizzazioni patrimoniali particolari
Non ci sono limiti all'effettuazione dei lavori in ambiti di Coworking a condizione che gli spazi siano attrezzati con tecnologie utili allo scopo della produzione aziendale.
Nell'esperienza Coworking Bassilichi di Pisa, la condivisione degli spazi da parte dei lavoratori dipendenti ha aumentato la produttività, il senso di responsabilità ed il benessere degli stessi rendendo di minore impatto la necessità di avere una struttura gerarchica superiore presente sul posto, realizzando, quindi risparmio sia sui costi di struttura che, potenzialmente, su tutti quei costi improduttivi che in un ambito di azienda tradizionale rappresentano oramai, anche per vincoli normativi, una parte consistente delle spese.
Questa realtà di “telelavoro in gruppo” consente di superare le controindicazioni ed i pericoli di isolamento caratteristici del telelavoro sia per i lavoratori che per le aziende.
Vantaggi possibili si rilevano nel mantenimento dell’occupazione su territori “decentrati” e per questo più esposti alla crisi, nonché sui trasporti ed a tutte le problematiche conseguenti al pendolarismo (quindi può anche essere considerata una scelta ecologica)
In estrema sintesi, quindi, questa nuova modalità di prestazione dell'attività lavorativa dipendente può senza dubbio essere un nuovo modello di sviluppo per l'Italia, colmando così quel gap con gli altri paesi più avanzati che già utilizzano il telelavoro e altre modalità Smart, a tutto vantaggio della produttività, dello sviluppo, della coniugazione dei tempi vita lavoro e quindi del benessere delle persone impiegate con la creazione di valore per tutti e tutte.
Una modalità produttiva facile, innovativa, competitiva e socialmente responsabile.
I centri di Coworking erano e sono tutt'oggi utilizzati proficuamente per lavoratori e lavoratrici autonome con indubbi vantaggi di varia natura, quali, ad esempio, scambio di competenze, costruzione di reti, ecc.
L'esperienza produttiva collettiva, testata e proficuamente generata in oltre un anno di sperimentazione, rappresenta un esempio di ciò che potrebbe essere utile per il mondo del lavoro e quindi per il Paese: una tra le tante nuove linee di sviluppo che si potrebbero determinare applicando tale soluzione sia all'ambito delle aziende private, sia ai lavoratori del pubblico impiego.
Tanto per fare alcuni piccoli esempi:
Non ci sono limiti all'effettuazione dei lavori in ambiti di Coworking a condizione che gli spazi siano attrezzati con tecnologie utili allo scopo della produzione aziendale.
In estrema sintesi, quindi, questa nuova modalità di prestazione dell'attività lavorativa dipendente può senza dubbio essere un nuovo modello di sviluppo per l'Italia, colmando così quel gap con gli altri paesi più avanzati che già utilizzano il telelavoro e altre modalità Smart, a tutto vantaggio della produttività, dello sviluppo, della coniugazione dei tempi vita lavoro e quindi del benessere delle persone impiegate con la creazione di valore per tutti e tutte.